“La lettura è un processo di riduzione delle incertezze, basato fondamentalmente sulla ridondanza: i lettori fanno uso di tutte le forme disponibili, all’interno del linguaggio scritto, di ridondanza ortografica, sintattica e semantica per ridurre la loro indipendenza dalle informazioni visive. L’informazione può essere considerata come una riduzione di incertezza, intendendo per incertezza il numero di alternative tra le quali il lettore deve scegliere”. (F. Smith, 1978).
“Se comprendiamo che il cervello è l’organo umano di elaborazione dell’informazione; che il cervello non è prigioniero dei sensi ma che controlla gli organi sensoriali e usa selettivamente l’input che da essi riceve, allora non ci si sorprenderà che quello che la bocca dice nella lettura ad alta voce non è quello che l’occhio ha visto ma quello che il cervello ha prodotto perché la bocca lo dica”. (K. Goodman, 1977).
Cioè, com’è che si passa dalla competenza alla prestazione?
E’ proprio lì che ogni insegnante “c’ha le sue teorie...” Noi abbiamo provato a ridurre le incertezze aumentando la ridondanza mediante un ipertesto che collegasse al testo trascritto dall’antologia a parafrasi, immagini, suoni e musiche. Il software utilizzato era Pover Point. (Riportiamo in allegato alcune stampe esemplificative). Il testo doveva essere inoltre obiettivamente difficile per dei ragazzi di seconda media, difficile per tutti, sia per quelli già in difficoltà che per quelli che leggevano bene. Tempo fa qualcuno mi suggeriva il “Linguaggio Internazionale”, altri indicavano “non-parole”. Nel testo di antologia c’era un canto dell’Inferno di Dante: abbiamo preso quello.
Verifica della prima ipotesi
Buoni risultati generali relativi agli obiettivi indicati salvo proprio per quello indicato al quinto punto: “Ridurre le difficoltà di lettura nei soggetti che evidenziano...” ed in particolare per l’allievo dislessico. Per questo caso particolare, il software pensato per gli aspetti cognitivo-semantici non era sufficiente: I bisogni specifici di apprendimento qui restavano legati alla “competenza tecnica”. In questo senso era opportuno formulare un’ipotesi aggiuntiva: