- L’occhio, durante la lettura, lavora a salti di circa ¼ di secondo;
- ogni fissazione è di circa 10/12 battute;
- vediamo lettere con gradi diversi di chiarezza (vicinanza al punto di fissazione);
- lo spostamento oculare e di circa 8/9 caratteri (ogni fissazione contiene circa il 50% dei caratteri percepiti nella fissazione precedente);
- ci sono ritorni all’indietro e salti più importanti alla fine di ogni riga;
- se le lettere sono presentate a caso si identificano non più di 4/5 item;
- se lo stimolo sono “parole” si può arrivare fino a 12;
- se c’è organizzazione sintattica si può arrivare a quattro parole o a 20 lettere;
- quello che si vede quindi dipende dal livello di organizzazione dello stimolo.
Inoltre:
- Nei dislessici, la memoria sensoriale uditiva non cambia in funzione dell’età, quindi se le difficoltà nell’apprendimento della lettura sono derivate da questo problema, occorre essere scettici nel fare riferimento alle tappe evolutive per la rieducazione;
- la memoria sensoriale visiva dura più a lungo.
- I dislessici ricordano in media peggio e, in particolare, ricordano peggio gli item delle due ultime posizioni;
- impiegano più tempo a trasferire l’informazione letta dalla memoria sensoriale visiva alla memoria a breve termine: ciò causa un “sovraccarico” nella memoria sensoriale incapace di smaltire le lettere che contiene. (F. La Spisa e G. Sartori: “Lettura e Dislessia” Ed. Codex. TV, 79)
Se ciò è vero, la metodologia dovrebbe permettere un’adeguata codificazione delle lettere in modo da ovviare al sovraccarico nella m.b.t. e migliorare o rendere più efficiente il passaggio alla memoria a lungo termine. “Forse” l’utilizzo della funzione di Power Point “Imposta azioni”, adeguata di volta in volta alle caratteristiche dell’allievo dislessico potrebbe confermare lo studio di La Spisa – Sartori che, all’epoca, non potevano fare ricorso che alla sola “lettura verticale” e alla “ricerca visiva” (confronto visivo, nominale, simultaneo ecc.) ed al supporto cartaceo: schede, cartoncini ecc.
Nel dettaglio, i parametri e le funzioni a cui ci si riferisce sono accessibili dal menù principale “Presentazione diapositive” per “Imposta azioni”, “Prova intervalli”, “Registrazione commento”, “transizione diapositiva” e “Animazione personalizzata” nelle variabili “Intervallo”, “Entrate”, “Effetto grafico” e “Esecuzione”. Agendo appunto mediante tali aggiustamenti è possibile presentare un testo con l’ausilio di effetti che corrispondono alle caratteristiche elencate nella seconda ipotesi.